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Le cerimonie possono essere civili oppure religiose.
Un matrimonio civile è una cerimonia che si celebra in un Comune oppure in altro luogo eletto Casa Comunale dal comune stesso (come una Villa, un Castello, un Museo,...). Il matrimonio deve essere celebrato dal Sindaco o da un suo delegato alla presenza di due testimoni maggiorenni.
Queste cerimonie hanno sempre effetti civili anche se i contraenti non sono di nazionalità italiana.

Le cerimonie religiose si differenziano a seconda della religione e delle convenzioni con lo stato italiano. Le cerimonie con rito cattolico (matrimonio concordatario) hanno anche effetti civili in quanto il celebrante cattolico trasmette al municipio competente per territorio tutti gli atti del matrimonio in modo che possano essere trascritti.
Dunque si fa una sola celebrazione, ma gli effetti sono duplici. Tuttavia, pur essendo unica anche la pratica matrimoniale, occorre presentarsi di fronte a due autorità, quella ecclesiastica e quella civile. L'autorità ecclesiastica è il parroco.

Matrimonio religioso con rito cattolico: generalità e documenti.
Matrimonio civile: generalità e documenti.
Matrimonio del cittadino italiano all’estero.
Matrimonio degli stranieri in Italia.


Matrimonio religioso con rito cattolico: generalità e documenti.
1) La prima cosa che dovete fare è scegliere un parroco per avviare l'iter partendo dai documenti richiesti dalla Chiesa. (Il parroco a cui rivolgersi può essere uno a scelta, tra quello della sposa o quello dello sposo).
Se come fidanzati già convivete oppure risiedete comunque nella stessa parrocchia, è ovvio che il parroco è unico per entrambi. Notate che per parroco della sposa / sposo si intende quello del territorio in cui realmente si vive stabilmente, non quello della residenza ufficiale o dei genitori, dove magari si è sempre vissuto.
Tenete presente che il parroco non è un funzionario e che il matrimonio è un sacramento. Non andate dal parroco solo per sbrigare le faccende burocratiche ma vedetela come un'importante occasione per entrare più in rapporto con lui, soprattutto se poi sarà lui a sposarvi.

2) La pratica inizia portando al parroco : atto di Battesimo per matrimonio e certificato di Cresima per entrambi Voi nubendi. (I certificati non devono essere stati rilasciati da più di sei mesi).
I certificati li richiedete nella chiesa ove siete stati battezzati e cresimati, se diversa dalla chiesa della parrocchia in cui risiedete o avete dimora (che potrebbe anche essere diversa da quella in cui vi sposerete).
(Se uno degli sposi, dopo aver compiuto il sedicesimo anno di età, è stato residente in diocesi diverse da quella attuale è anche necessaria la "Prova di Stato Libero Ecclesiastico della persona". Questa prova avviene alla presenza di due testimoni: il Parroco istruisce un "processicolo" e raccoglie la testimonianza di due persone che hanno conosciuto lo sposo, o la sposa, nel periodo in cui ha avuto la residenza in un'altra diocesi. Se non vi sono testimoni, la prova avviene tramite giuramento dell'interessato).

3) Segue quindi la formalità del Consenso religioso, dopo la quale vi viene consegnato il certificato di Richiesta di pubblicazioni civili da portare in Comune.

4) A questo punto dovete recarvi dall’Ufficiale di Stato Civile di uno dei due Comuni di residenza. Tenete presente che i legittimati a presentare tale richiesta siete voi o un’altra persona munita di procura speciale.
Non è più richiesta la presenza di un genitore e dei testimoni.
Presentando un documento di identità valido, dovrete dichiarare all'Ufficiale di Stato Civile i seguenti dati:
• nome, cognome, luogo e data di nascita (per contrarre matrimonio occorre essere maggiorenni. Chi ha compiuto i 16 anni e non ancora i 18, può sposarsi quando ricorrano “gravi motivi” e previo decreto dell’autorità giudiziaria);
• residenza e Cittadinanza;
• libertà di stato, cioè di non essere vincolati da precedente matrimonio (es. divorziati, vedovi, nullità del precedente matrimonio);
• che il precedente matrimonio è sciolto da almeno 300 giorni (solo per la donna);
• assenza di impedimenti di parentela, affinità, adozione o affiliazione;
• assenza di dichiarazione di interdizione per infermità di mente;
• di non avere una condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro sposo.
Addirittura è possibile che solo uno di voi si presenti, purché in possesso di delega firmata, copia della carta d'identità e del codice fiscale dell'altro.
Dichiarati questi dati, tramite certificato c oppure anche autocertificazione in base all' Art. 46 D.P.R. 445 del 28 dicembre 2000 ( qui il modulo completo da stampare e compilare), l’Ufficiale di Stato Civile redigerà il processo verbale (che ha sostituito il vecchio registro delle Pubblicazioni), che sottoscriverà insieme a Voi. Indi effettua verifica di quanto dichiarato acquisendo i documenti d’ufficio.

5) Verificata la veridicità delle dichiarazioni, l’Ufficiale espone l’Atto di Pubblicazione per 8 giorni interi trascorsi i quali rilascia il certificato di avvenuta pubblicazione o il nulla osta al matrimonio da portare al Parroco nel caso di rito concordatario, oppure ancora l’autorizzazione specifica in caso di matrimonio acattolico.
Se uno degli sposi è residente in un altro Comune, l’Ufficiale di Stato Civile si preoccuperà di richiedere la pubblicazione anche in detto Comune, che affiggerà le pubblicazioni sempre per 8 giorni interi.
Al nono giorno invierà la comunicazione di avvenuta esecuzione delle pubblicazioni all’altro Comune. Se si è scelta la strada del solo rito civile, il matrimonio potrà essere celebrato dopo 4 giorni dall’avvenuta ultima pubblicazione, altrimenti occorrerà aspettare anche i tempi per l’affissione delle pubblicazioni religiose (vedi punto 6).
Per motivi di necessità o convenienza, il matrimonio civile potrà essere celebrato anche in un Comune diverso da quello in cui sono state richieste le pubblicazioni. In questo caso, analogamente a quanto già detto, l’Ufficiale di Stato Civile trasmetterà la documentazione agli uffici del Comune scelto per il rito.

6) Tale documento (certificato di avvenuta pubblicazione), deve essere portato al Parroco che interrogherà separatamente i futuri sposi, durante il cosiddetto “consenso”.
Accertata l’assenza di irregolarità, il Parroco provvede alle “Pubblicazioni Religiose”.
Le pubblicazioni, che indicano le generalità degli sposi e il luogo in cui intendono celebrare il matrimonio, vanno esposte in parrocchia o in entrambe se gli sposi non appartengono alla stessa.
Per la Chiesa tutti i documenti saranno in regola se avrete consegnato anche l'Attestato di frequenza al corso pre-matrimoniale (anche compiuto in altra sede).

7) Qualora abbiate deciso di sposarvi presso una Diocesi differente dalla vostra, il vostro parroco (colui che ha gestito tutta la pratica) Vi rilascia un modulo denominato Stato dei documenti (che è un documento di 4 pagine che riepiloga tutta l'istruttoria svolta ed è destinato al sacerdote che celebrerà il matrimonio. In questo documento c'è infatti una apposita sezione detta "licenza a celebrare..." nella quale il parroco che ha istruito la pratica dà licenza ad un altro sacerdote cioè consente la celebrazione in chiesa diversa da quella di residenza.

8) Subito dopo la celebrazione, il Parroco compila l’atto di matrimonio in duplice originale ed entro i successivi 5 giorni ne trasmette una copia all’ufficiale di stato civile del comune in cui è avvenuto il matrimonio stesso.
L’ufficiale trascrive l’atto il giorno seguente e comunica l’avvenuto adempimento al parroco.

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Matrimonio civile: generalità e documenti.
Prevede che entrambi i fidanzati si rechino, circa 2 mesi prima di sposarsi (anche se meglio anticipare), presso l'Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza di uno dei due per richiedere i documenti necessari per il matrimonio.
I legittimati a presentare tale richiesta sono i nubendi o un’altra persona munita di procura speciale.
In tale sede i nubendi, congiuntamente alla richiesta dei documenti, dovranno dichiarare:
• nome, cognome, luogo e data di nascita (per contrarre matrimonio occorre essere maggiorenni. Chi ha compiuto i 16 anni e non ancora i 18, può sposarsi quando ricorrano “gravi motivi” e previo decreto dell’autorità giudiziaria);
• residenza e Cittadinanza;
• libertà di stato, cioè di non essere vincolati da precedente matrimonio (es. divorziati, vedovi, nullità del precedente matrimonio);
• che il precedente matrimonio è sciolto da almeno 300 giorni (solo per la donna);
• assenza di impedimenti di parentela, affinità, adozione o affiliazione;
• assenza di dichiarazione di interdizione per infermità di mente;
• di non avere una condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro sposo.
I documenti che verranno rilasciati dal comune di residenza sono:
* l'atto di nascita
* il certificato contestuale
che comprende residenza, stato libero e cittadinanza.
Se uno dei due contraenti è divorziato, dovrà aggiungere la sentenza di divorzio, mentre se è vedovo sarà necessario l’atto di morte del coniuge defunto.
In seguito a tale richiesta, l’Ufficiale di Stato Civile, verificata la veridicità delle dichiarazioni, espone l’Atto di Pubblicazione per 8 giorni interi alla porta del palazzo comunale oppure 'online' in apposita sezione del sito del Comune.
Obiettivo della pubblicazione è quello di rendere nota a tutti l'intenzione dei fidanzati di contrarre matrimonio affinché chiunque ne abbia motivo possa opporsi, qualora sussistano impedimenti di cui costoro siano a conoscenza o altre gravi ragioni previste dalla legge. Trascorsi 4 giorni dopo il termine delle pubblicazioni, l’Ufficiale di Stato Civile, se non gli è stata presentata nessuna opposizione, rilascia il “nulla osta” al matrimonio (da portare al Parroco) ovvero l’autorizzazione in caso di matrimonio acattolico, in cui dichiara che quella celebrazione non ha impedimenti agli effetti civili e che i due fidanzati possono celebrare le proprie nozze entro 180 giorni dalla data di scadenza delle pubblicazioni, pena la decadenza di validità dei documenti.
Quando uno degli sposi è residente in un altro Comune, l’Ufficiale di Stato Civile si preoccuperà di richiedere la pubblicazione anche in detto Comune, che affiggerà le pubblicazioni sempre per 8 giorni interi. Al nono giorno invierà la comunicazione di avvenuta esecuzione delle pubblicazioni all’altro Comune.
Se si è scelta la strada del solo rito civile, il matrimonio potrà essere celebrato dopo 4 giorni dall’avvenuta ultima pubblicazione.
Nel caso di rito religioso occorrerà aspettare anche i tempi per l’affissione delle pubblicazioni religiose.
Per motivi di necessità o convenienza, il matrimonio civile può essere celebrato anche in un Comune diverso da quello in cui sono state richieste le pubblicazioni. In questo caso, analogamente a quanto già detto, l’Ufficiale di Stato Civile trasmetterà la documentazione agli uffici del Comune scelto per il rito.

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Matrimonio acattolico.
Rispetto al matrimonio civile si differenzia soltanto in ordine alla forma della celebrazione. Il ministro del culto acattolico è autorizzato dalla legge dello Stato alla funzione celebrativa. I nubendi debbono dichiarare, all'ufficiale dello stato civile che sarebbe competente a celebrare il matrimonio, che intendono celebrarlo davanti ad un ministro di culto acattolico; l'ufficiale di stato civile, riscontrato l'adempimento delle formalità preliminari, ed accertato che nulla si oppone alla celebrazione del matrimonio, rilascia autorizzazione scritta con indicazione del ministro davanti al quale la celebrazione deve aver luogo. Quel ministro deve dare lettura degli artt. 143, 144 e 147 cod. civ., e riceve, alla presenza di due testimoni, la dichiarazione espressa da entrambi i nubendi, l'uno dopo l'altro, di volersi prendere rispettivamente in marito e in moglie, similmente a quanto è prescritto per la celebrazione del matrimonio civile. Dopo la celebrazione, l'atto di matrimonio sarà trasmesso all'ufficiale di stato civile affinchè ne curi la trascrizione nei registri dello stato civile.

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Matrimonio del cittadino italiano all’estero. I cittadini possono celebrare il matrimonio all’estero davanti l’autorità straniera oppure presso l’Ambasciata o il Consolato italiano. Se il cittadino vuole contrarre il matrimonio all’estero davanti alle autorità diplomatiche straniere, non sarà più soggetto alla richiesta di pubblicazioni, anche se l’eventuale omissione può generare la commissione di una sanzione amministrativa in capo agli sposi. Infatti, ciò che conta è la trascrizione dell’atto nei registri dello stato civile del proprio comune di residenza. I futuri sposi dovranno comunque informarsi sui documenti che occorrono per sposarsi nello Stato prescelto. Esistono anche delle Convenzioni tra Stati, in base alle quali vengono decisi i documenti necessari per il matrimonio. Ad esempio, l’Italia, insieme ad Austria, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera e Portogallo, ha aderito alla convenzione di Monaco del 1980, nella quale sono state fissate le regole per il rilascio di un certificato di capacità matrimoniale ai loro cittadini per la celebrazione del matrimonio all’estero. In questi casi, quindi, il cittadino richiederà il certificato di capacità matrimoniale all’ufficiale di stato civile, che lo rilascerà previa verifica della documentazione acquisita o prodotta. Questo certificato ha validità di sei mesi.

Se i cittadini italiani intendono contrarre il matrimonio all’estero davanti all’autorità diplomatica o consolare italiana, sarà invece necessaria la richiesta delle pubblicazioni, per la quale dovranno essere seguite le presenti regole: - se gli sposi sono entrambi residenti in Italia dovranno rivolgersi esclusivamente all’ufficiale di stato civile; - se uno degli sposi (italiano o straniero) ha la residenza in Italia, mentre l’altro (cittadino italiano) ha la residenza all’estero, la pubblicazione di matrimonio saranno chieste al comune di residenza in Italia oppure al consolato italiano competente all’estero; - se uno degli sposi (cittadino italiano o straniero) ha la residenza in Italia, mentre l’altro (straniero) ha la residenza all’estero, le pubblicazioni vanno chieste solo al Comune italiano di residenza dello sposo italiano. - se gli sposi sono entrambi residenti all’estero, le pubblicazioni devono essere chieste solo all’autorità consolare italiana competente. Dopo la celebrazione, il console, che nell’occasione svolge la funzione di Ufficiale di stato civile, trasmetterà l’atto di matrimonio all’ufficiale di stato civile del comune italiano competente per la trascrizione nei registri comunali.

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Matrimonio degli stranieri in Italia. Matrimonio degli stranieri in Italia Lo straniero, residente o meno in Italia, che intende contrarre matrimonio in Italia, deve presentare all’Ufficiale di stato civile la dichiarazione rilasciata dall’Autorità competente del proprio Paese che nulla osta al matrimonio.
Per Autorità competente si intende il Consolato straniero presente in Italia oppure l’autorità competente nello Stato estero.
In mancanza del Nulla Osta, l’ufficiale di stato civile non può accettare la richiesta di pubblicazioni.
Gli Stati Uniti e l’Australia, per la mancanza di Autorità competenti, non rilasciano il Nulla Osta. Quindi, gli americani e gli australiani dovranno presentare all’ufficiale di stato civile italiano una propria dichiarazione giurata resa presso l’autorità consolare americana o australiana, in base alla quale affermano che nulla osta al matrimonio che intendono celebrare in Italia. Inoltre, detti stranieri dovranno presentare all’ufficiale di stato civile una dichiarazione dell’autorità del proprio Paese dalla quale risulti indirettamente la prova che, in base alla legge cui il richiedente è sottoposto, nulla osta al matrimonio.
In mancanza di questa dichiarazione, gli stranieri dovranno presentare all’ufficiale di stato civile un Atto Notorio formato davanti l’Autorità Italiana competente alla presenza di quattro testimoni. In mancanza di Convenzioni o Accordi tra Stati, tutti i documenti formati all’estero devono essere tradotti e legalizzati. Sarà bene, quindi, che lo straniero verifichi l’esistenza di una Convenzione tra l’Italia ed il proprio Paese, in base alla quale non occorre questo ulteriore adempimento.

Va fatta un’ultima distinzione: per gli stranieri residenti o domiciliati in Italia, per i quali l’Ufficiale di stato civile, una volta acquisito il “nulla osta”, procede alla pubblicazione secondo le formalità previste per i cittadini italiani; per gli stranieri non residenti ne domiciliati in Italia, l’ufficiale di stato civile, acquisito il “nulla osta”, redige il Processo Verbale in luogo delle pubblicazioni e subito dopo può procedere alla celebrazione del matrimonio (senza quindi dover procedere all’affissione delle pubblicazioni).

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